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Podcast e trend 2024: facciamo due chiacchiere?

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gennaio 2024 - 5 minuti

Oggi come non mai, quando parliamo di relazioni online, parliamo di conversazioni: è la voce il medium che si sta facendo sempre più spazio nello scambio di idee e opinioni, informazioni e chiacchiere sul web. Ed è così che il podcast si candida a diventare il mezzo perfetto per fare cultura e costruire le connessioni del futuro – un episodio alla volta.

Il fenomeno podcast spiegato in poche parole

Facciamo un passo indietro. Se non lo sai, un podcast è un supporto digitale costituito da episodi audio – per lo più – o video. È fruibile sia online, su piattaforme dedicate, sia offline, una volta scaricato. Non serve molto per iniziare a produrre: il punto di partenza per ogni podcaster sono delle idee, un software di registrazione e un microfono. Chiunque è libero di registrare e condividere, un po’ come nelle radio indipendenti degli anni ‘70.

E proprio come un programma radiofonico, il podcast è prima di tutto una forma di intrattenimento, accessibile in ogni momento. Esiste un podcast per qualsiasi cosa: per informare, istruire, ispirare, emozionare, far ridere. Può trattare un tema specifico o spaziare con gli argomenti a ogni puntata. Può avere un solo host, più di uno, degli ospiti da intervistare. Può avere una durata diversa, un tono più o meno informale, una scaletta fissa o interamente improvvisata, includere anche il video. La varietà è quasi infinita.

Podcast: i contenuti più ascoltati e il ruolo dei brand

Il podcast oggi è uno strumento sempre più usato a livello globale: secondo le previsioni di Deloitte, nel 2024 gli ascoltatori medi mensili nel mondo saranno 1,7 miliardi. E in Italia? Una ricerca Nielsen per Audible rivela che in totale siamo più di 16 milioni, uno in più rispetto al 2022. Quali sono i contenuti preferiti? Su Spotify le categorie più riprodotte dagli italiani nella prima metà del 2023 sono state Cultura e società (27%), True crime (18%), Commedia (15%), Istruzione (13%), Arte e intrattenimento (12%).

Non sono solo utenti e creator i grandi fan del podcast: comprese le sue potenzialità, da qualche anno anche le aziende hanno iniziato a investire sulle piattaforme audio con annunci pubblicitari e contenuti branded, che permettono di creare un legame autentico con il proprio pubblico e di raggiungerne di nuovi.

Con i podcast dunque è tutto rose e fiori? Ovviamente no. Produrre un podcast richiede innanzitutto tempo da dedicare a registrazione, editing, distribuzione e altre attività a supporto, ma c’è un altro fattore ancora più importante. Citando Bill Gates: content is king, in un podcast ancora di più. Non basta pubblicare: il contenuto – in particolare nel formato audio – per funzionare deve essere interessante e di qualità, tenendo alta l’attenzione puntata dopo puntata.

La parola alla Generazione Z

Secondo il report “Culture Next” di Spotify, nella prima metà del 2023 la Gen Z ha ascoltato più di 3 miliardi di episodi di podcast, registrando un 76% in più rispetto all’anno precedente.

Per il 75% della Gen Z italiana, i podcast sono diventati il mezzo più coinvolgente per reperire informazioni, ben più attendibili dei social media. Quali temi li appassionano? Tra i più gettonati troviamo: True crime (+133%), Sport (+100%), Scienze (+23%), Musica (+17%).

Non solo intrattenimento: i podcast sono sempre più utilizzati anche nel campo dell’istruzione, grazie a interviste e dibattiti schietti che coinvolgono e alimentano la conversazione tra i più giovani. In Italia, l’ascolto di podcast da parte della Gen Z nella categoria Istruzione è aumentato del 58% nell’ultimo anno; in crescita significativa anche le categorie Religione/Spiritualità (+218%), Salute e fitness (+110%), Storia (+79%).

Ma quindi: i podcast sono solo roba da giovani? No, o meglio non solo. Secondo il report di Spotify “Podcast Trends 2023” infatti, i podcast continuano ad attrarre ascoltatori di tutte le età. Nello specifico, è cresciuta molto l’audience dai 45 anni in su, ancora di più la fascia compresa tra i 55 e i 64 anni. Lo avresti mai detto?

I podcast del futuro: 4 tendenze per il 2024

È ancora presto per definire quali saranno i maggiori trend dell’anno appena iniziato, ma ne abbiamo individuati alcuni molto interessanti. Vediamoli insieme.

Sempre più podcast avranno opzioni video

In costante crescita è l’interesse per il formato video, trainato dalla popolarità di YouTube e delle piattaforme di streaming come Twitch che attraggono quella fetta di pubblico che preferisce l’intrattenimento visivo. Molte piattaforme di podcasting hanno iniziato a integrare l’offerta di video podcast, registrando da subito un rapido aumento. Un esempio? Ad oggi su Spotify se ne contano già più di 100.000.

L’IA diventerà parte integrante dei podcast

Come in ogni settore, l’intelligenza artificiale darà una scossa anche al mondo del podcast influenzando sia la produzione che la creazione dei contenuti. Molti podcaster sembrerebbero ancora scettici sull’impatto di questa tecnologia, di diversa opinione sono però gli ascoltatori: in uno studio condotto da Acast, importante azienda indipendente di podcast, l’82% di loro si è detto favorevole all’uso dell’IA per migliorare la qualità dell’audio, mentre l’80% la trova utile per superare le barriere linguistiche, traducendo le didascalie in più lingue e rendendo così i contenuti più accessibili.

Più live streaming ed eventi

Nel 2022 il mercato del live streaming ha raggiunto un valore di 1,24 miliardi di dollari, ma le stime per i prossimi anni prevedono cifre ancora più impressionanti. Il pubblico non vuole solo ascoltare episodi registrati, ma sentirsi coinvolto e interagire: cosa c’è di meglio di un live streaming? Ma non finisce qui: alcuni podcast hanno iniziato a portare l’esperienza live a un livello superiore, con eventi e spettacoli che permettono non solo di incontrare i propri ascoltatori, ma anche di aumentare le entrate.

Cresce il mercato delle podcast ads

Le opportunità di monetizzazione per podcaster e inserzionisti sono destinate ad aumentare: il pubblico infatti non è solo disposto ad ascoltare e approfondire argomenti, ma anche ad acquistare e, secondo il report di Spotify “Podcast Trends 2023”, il 75% dei consumatori ritiene che gli host dei podcast riescano a condizionare le decisioni di acquisto più degli influencer sui social. Ma questo per il momento succede negli Stati Uniti, in Italia c’è ancora da lavorare.

In ogni caso appare chiaro come i podcast non siano più solo una forma di intrattenimento, bensì una parte importante delle strategie dei brand. Il domani è tutto da scrivere, e da ascoltare.